Le polizza Unit Linked e i legami con la consulenza finanziaria indipendente: classificazione, costi e scelte consapevoli
Mi è arrivata una domanda da un consulente finanziario indipendente con cui collaboro:
“Banche e assicurazioni spingono le polizze d’investimento perché sono impignorabili e insequestrabili, infatti i clienti me le chiedono sempre più spesso. Vorrei approfondire, che ne pensi?”
Si è convinti che la protezione sia automatica perché il contratto si chiama “polizza vita”. La realtà è più articolata.
La giurisprudenza recente non lascia spazio a dubbi: solo alcune polizze linked mantengono effettivamente la loro promessa. Perché?
- le polizze con garanzia totale del capitale restituiscono quanto versato più una maggiorazione minima;
- quelle con garanzia parziale assicurano una quota del capitale, ad esempio l’80% o il 90%;
- le Unit Linked pure, invece, legano il valore all’andamento dei mercati, senza alcuna garanzia. Il rischio resta interamente a carico di chi sottoscrive.
Secondo la Cassazione, queste ultime perdono la tutela prevista dalla legge!
Alla valutazione bisogna aggiungere i costi, spesso esorbitanti rispetto a investimenti diretti negli stessi fondi. Nel lungo periodo la differenza incide pesantemente sul risultato finale.
Quindi: qual è la figura chiave nel valutare questi investimenti, se sono “travestiti” da polizze?
Indice dei contenuti
- Cosa prevede la legge per la polizza vita?
- Le tre categorie di polizza Unit Linked secondo la Cassazione
- I costi della polizza Unit Linked: quanto incidono sul patrimonio
- Chi gestisce i tuoi investimenti, l’assicuratore?
- Polizze linked, liquidazione e azione revocatoria
Cosa prevede la legge per la polizza vita?
L’articolo 1923 del Codice Civile stabilisce che le somme dovute al contraente o al beneficiario di una polizza vita non sono pignorabili né sequestrabili.
Tradotto: finché i capitali restano all’interno della polizza, i creditori non possono aggredirli. Questo perché la norma riconosce una funzione previdenziale: garantire una sicurezza economica ai beneficiari quando si verifica un evento fatale.
Ma la Cassazione ha precisato che la protezione non dipende dal nome commerciale del prodotto, ma dalla sua funzione effettiva:
- se il contratto prevede una vera componente assicurativa, dove la compagnia si assume un rischio concreto e garantisce un capitale minimo. indipendentemente dall’andamento dei mercati, allora la tutela dell’articolo 1923 si applica;
- se invece il prodotto è sostanzialmente un investimento finanziario strutturato in forma di polizza, dove il rischio ricade interamente su chi sottoscrive e non esiste alcuna garanzia sul capitale, quella protezione viene meno.
Quando valuti uno strumento di questo tipo per proteggere il patrimonio familiare o aziendale, serve verificare quale rischio la compagnia effettivamente si assume.
La risposta a questa domanda determina se i capitali che cerchi di proteggere sono in cassaforte oppure no.
Vediamo meglio i casi.
Le tre categorie di polizza Unit Linked secondo la Cassazione
La distinzione che ho appena descritto si traduce in una classificazione.
Con le sentenze n. 3785/2024 e n. 9418/2024, la Cassazione ha identificato tre tipologie di polizze linked, ciascuna con caratteristiche e tutele diverse.
Polizze Guaranteed Unit Linked
Prevedono la restituzione del capitale investito con una maggiorazione minima garantita.
Ad esempio: versi 100.000 euro, la compagnia ti assicura almeno 101.000 euro alla scadenza.
Qui la Compagnia si assume un rischio concreto: se i mercati vanno male e il fondo sottostante perde valore, copre la differenza per rispettare la garanzia. La funzione previdenziale è intatta, e i benefici della protezione dell’articolo 1923 sono pieni.
Polizze Partial Guaranteed
Garantiscono una restituzione parziale del capitale, tipicamente tra l’80% e il 90% di quanto versato.
Anche in questo caso la compagnia si assume un rischio, seppur in misura ridotta rispetto alle guaranteed. La giurisprudenza tende a considerare protette anche queste polizze, perché permane un’assunzione di rischio da parte dell’assicuratore.
Tende, attenzione, non significa “sempre”.
Polizze Unit Linked pure
Tutto dipende dall’andamento del fondo o dell’indice a cui è collegato: non c’è alcuna garanzia di capitale.
Se il fondo perde il 30%, perdi il 30%. Se perde il 50%, perdi il 50%. Il rischio ricade completamente su chi sottoscrive.
Bene, queste polizze non godono della protezione dell’articolo 1923, perché manca la componente assicurativa: la compagnia non si assume alcun rischio legato alla tua vita e funge da “contenitore amministrativo” per un investimento finanziario.
La domanda da farsi su queste polizze è quindi: se domani i mercati vanno male, la compagnia mi garantisce qualcosa oppure il valore può azzerarsi?
La risposta colloca il contratto in una delle tre categorie e determina se la protezione patrimoniale esiste concretamente.
I dubbi, poi, aumentano quando guardiamo i costi.
I costi della polizza Unit Linked: quanto incidono sul patrimonio
La Banca d’Italia ha pubblicato a febbraio 2025 uno studio specifico sul tema nel Quaderno di Economia e Finanza n. 907.
L’analisi confronta i costi delle polizze Unit Linked con quelli di investimenti diretti negli stessi fondi comuni sottostanti:
la differenza di costo è in media tra 0,5 e 2,5 punti percentuali annui
Questo significa che su un investimento di 100.000 euro, ogni anno potresti sostenere tra 500 e 2.500 euro in più rispetto a un investimento diretto negli stessi fondi.
Le voci di spesa – “come al solito”, potrei aggiungere – sono in pratica quattro:
- commissioni di ingresso, che possono arrivare fino al 5% del capitale versato;
- commissioni di gestione annuali, tipicamente tra l’1% e il 3% del valore della polizza;
- commissioni di uscita in caso di riscatto anticipato e spesso applicate nei primi anni del contratto;
- commissioni di performance, legate ai risultati dell’investimento e previste in alcuni contratti.
Questi costi si sommano alle spese già previste dai fondi comuni sottostanti. Che magari hanno anche costi relativi!
In alcuni casi, il costo complessivo annuo delle Unit Linked supera il 3% del capitale
Un confronto diretto? un ETF (Exchange Traded Fund) ha costi di gestione intorno allo 0,2% annuo.
Su un orizzonte di 10 o 15 anni, 2 o più punti percentuali annui riducono significativamente il capitale finale accumulato.
Bisogna quindi valutare se il costo sostenuto è proporzionato al valore ricevuto, considerando che la funzione di protezione, come abbiamo visto, non è sempre garantita.
Chi gestisce i tuoi investimenti, l’assicuratore?
A questo punto la domanda è: chi dovrebbe occuparsi della gestione dei tuoi risparmi quando l’obiettivo è far crescere il patrimonio e proteggerlo in modo efficiente?
Esiste una distinzione strutturale tra chi vende prodotti e chi offre consulenza.
Il consulente finanziario indipendente fee-only non riceve alcuna provvigione o incentivo dalle banche, dalle compagnie assicurative o dalle società di gestione per i prodotti consigliati. La sua unica fonte di compenso è la parcella concordata in anticipo con il cliente.
Questa struttura elimina il conflitto di interesse alla base: il consulente indipendente non ha alcun vantaggio economico nel proporre un prodotto rispetto a un altro.
Costruisce soluzioni partendo esclusivamente dai tuoi obiettivi, dal tuo profilo di rischio e dalle tue esigenze concrete.
La differenza pratica si traduce in una fotografia chiara di cosa hai già, quanto ti costa effettivamente, e quali alternative esistono per raggiungere gli stessi obiettivi con maggiore efficienza.
La sinergia tra gestione del rischio e consulenza finanziaria indipendente
Io mi occupo di gestione del rischio: analisi delle vulnerabilità, trasferimento del rischio attraverso coperture assicurative adeguate, protezione del patrimonio aziendale e personale.
Il consulente finanziario indipendente si occupa di far crescere e gestire i tuoi investimenti, senza conflitti di interesse.
Quando queste due competenze lavorano insieme, ottieni una visione più completa della situazione:
Gestione efficiente dei costi
Il consulente finanziario indipendente individua i prodotti con il miglior rapporto costo-beneficio per far crescere il patrimonio. Io identifico quali coperture assicurative servono realmente e quali risultano ridondanti o inadeguate. Insieme evitiamo duplicazioni e sprechi.
Protezione effettiva, verificata
La protezione patrimoniale richiede strumenti assicurativi strutturati correttamente, come abbiamo visto analizzando le diverse tipologie di polizze vita. Richiede anche una gestione finanziaria che non eroda il patrimonio con costi eccessivi o prodotti inadeguati.
Crescita più efficiente nel tempo
Quando i costi sono contenuti e le coperture rispondono alle vulnerabilità reali, il patrimonio ha condizioni migliori per crescere. Non esistono garanzie sui rendimenti futuri, ma le condizioni di partenza influenzano il risultato.
Allineamento degli interessi
Entrambi lavoriamo per te, compensati direttamente da te. Questo allinea gli interessi professionali ai tuoi obiettivi.
Un’ultima nota sulla liquidazione e su come può essere aggredita.
Polizze linked, liquidazione e azione revocatoria
Anche quando la polizza vita mantiene tutte le caratteristiche per beneficiare della tutela dell’articolo 1923, esistono due aspetti tecnici che completano il quadro della protezione effettiva.
Quando i capitali vengono liquidati
La protezione prevista dalla legge copre le somme finché restano all’interno della polizza. Nel momento in cui la compagnia liquida il capitale e le somme arrivano sul conto corrente del beneficiario, diventano patrimonio ordinario.
E il patrimonio ordinario può essere aggredito dai creditori.
Questo passaggio merita attenzione quando strutturi una protezione pensata per durare nel tempo. La pianificazione deve considerare non solo la fase di accumulo, ma anche il momento della liquidazione e la destinazione successiva dei capitali.
L’azione revocatoria: quando trova terreno fertile?
Una polizza vita può essere contestata: l’azione revocatoria.
In poche parole un creditore può chiederne l’annullamento dimostrando che sia un atto compiuto per sottrarre beni ai creditori.
Tutto si gioca sul fatto che la polizza sia stata sottoscritta proprio per sottrarre patrimonio, sapendo già di avere debiti o situazioni debitorie in formazione.
Se hai sottoscritto la polizza prima che emergessero problemi economici, con premi coerenti rispetto al tuo reddito e una finalità familiare chiara e documentabile, l’azione revocatoria non reggerà.
Chi costruisce la protezione con anticipo, in una fase di stabilità economica, ha una posizione più solida.
Chi invece sottoscrive polizze importanti in prossimità di situazioni debitorie note si espone a contestazioni fondate
Anche in questo caso, la sostanza prevale sulla forma: logica previdenziale e non operazioni dell’ultimo momento.
Ti serve un po’ di chiarezza?
Se stai valutando la protezione del tuo patrimonio o vuoi verificare la solidità di quanto hai già sottoscritto, possiamo guardare insieme la tua situazione.
Possiamo analizzare se le coperture che hai effettivamente ti proteggono, se i costi sono proporzionati al valore ricevuto, e se la struttura complessiva risponde ai tuoi interessi.
Quando ha senso, possiamo metterti in contatto con un consulente finanziario indipendente per una valutazione più ampia.
Compila il form qui sotto e ci metteremo in contatto rapidamente.