Quali sono le assicurazioni obbligatorie per le aziende?

Dalla copertura INAIL alla nuova polizza catastrofale: cosa dice la legge e perché rispettare l’obbligo non significa essere protetti


Le assicurazioni obbligatorie per le aziende in Italia sono tre

  1. l’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; 
  2. la responsabilità civile verso terzi per i settori ad alto rischio; 
  3. dal 2025, la polizza contro i danni catastrofali per tutte le imprese iscritte al registro.

Chi impiega lavoratori subordinati deve versare i contributi INAIL che servono alle coperture relative.

Chi opera in edilizia, trasporti, chimica o manipola sostanze pericolose è tenuto a stipulare una RC aziendale. Con la Legge di Bilancio 2024, è arrivato l’obbligo di assicurarsi contro terremoti, alluvioni e frane, con scadenza a fine 2025 per le PMI.

Gli obblighi di legge arrivano fino a qui.

Purtroppo, molti imprenditori si fermano proprio qui: rispettano l’obbligo, pagano il premio e archiviano la polizza. E scoprono solo dopo un sinistro che i massimali erano insufficienti, che c’erano sottolimiti nascosti nelle clausole, che interi rischi erano esclusi dalla copertura.

Vediamo nel dettaglio quali sono le polizze obbligatorie, chi deve sottoscriverle e cosa succede se non ci si adegua.

E soprattutto vediamo perché la domanda più intelligente da porsi non è “sono in regola?” ma “sono davvero protetto?”.


Indice dei contenuti

  1. Le assicurazioni aziendali obbligatorie per legge: INAIL, RC settoriale, danni ambientali
  2. Chi è soggetto all’obbligo assicurativo
  3. Ditte individuali: quando scatta l’obbligo
  4. La polizza catastrofale: il nuovo obbligo per le imprese
  5. Rispettare gli obblighi assicurativi non significa essere veramente protetti
  6. Come verificare se la tua azienda è davvero coperta


1. Le assicurazioni aziendali obbligatorie per legge: INAIL, RC settoriale, danni ambientali

Assicurazione INAIL

È la prima e più diffusa. Ogni datore di lavoro che impiega lavoratori subordinati è tenuto per legge a versare i contributi all’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).


Il premio varia in base al settore di attività e al livello di rischio della mansione svolta.
La copertura garantisce un indennizzo in caso di infortuni sul lavoro o malattie professionali contratte durante l’attività lavorativa. Attenzione: questo indennizzo è raramente sufficiente. 

Responsabilità civile verso terzi (RCT)

La RC aziendale tutela l’impresa dai danni causati a terzi nello svolgimento dell’attività. È obbligatoria per legge in alcuni settori specifici: 

  • edilizia;
  • trasporti;
  • aziende che manipolano sostanze pericolose;
  • attività che comportano rischi elevati per persone o cose.

In questi comparti, la polizza è spesso requisito per partecipare a gare pubbliche o ottenere autorizzazioni operative.

Danni ambientali

Le imprese che operano con sostanze potenzialmente inquinanti hanno l’obbligo di stipulare una polizza che copra i rischi connessi a sversamenti, emissioni o contaminazioni.

La normativa mira a tutelare la salute pubblica e l’ecosistema da danni che potrebbero avere conseguenze gravi e durature.

Polizze previdenziali e sanitarie integrative

Alcuni contratti collettivi nazionali prevedono l’obbligo di coperture integrative per determinate categorie di lavoratori, come dirigenti o dipendenti di settori specifici.

In questi casi, l’obbligo deriva dagli accordi settoriali e non dalla legge generale.

2. Quali aziende sono soggette all’obbligo assicurativo

L’obbligo assicurativo dipende dalla forma giuridica, dal tipo di attività e dalle persone coinvolte nell’impresa.

Le società di capitali come Srl e Spa, così come le cooperative e le società di persone che impiegano lavoratori, sono automaticamente soggette agli obblighi assicurativi previsti dalla legge. A partire, come visto, da quelli verso l’INAIL.

La presenza di dipendenti o collaboratori, insieme alla possibilità di arrecare danni a terzi, rende la copertura assicurativa imprescindibile.

Le aziende che operano in settori ad alto rischio invece hanno più oneri: 

  • cantieristica;
  • chimica;
  • logistica e trasporti. 

Per queste aziende, le polizze diventano obbligatorie anche per la partecipazione a gare pubbliche o per l’ottenimento di autorizzazioni specifiche.

Anche le start-up innovative, pur godendo di agevolazioni fiscali, devono sottostare agli obblighi. Devono rispettare tutte le normative in materia di sicurezza e assicurazione, pena l’invalidamento delle agevolazioni stesse.

Infine, lo stesso vale anche per associazioni e fondazioni, se svolgono attività economiche e impiegano personale, pur non essendo imprese nel senso stretto del termine.

rientrano nel campo di applicazione degli obblighi assicurativi 

3. Ditte individuali: quando scatta l’obbligo

In determinate condizioni, anche le ditte individuali sono soggette ad obblighi assicurativi.

Se il titolare impiega dipendenti o collaboratori, l’obbligo di assicurazione INAIL scatta esattamente come per le società. Se poi l’attività comporta rischi per terzi (idraulici, elettricisti o artigiani che operano presso il domicilio del cliente), la polizza RC professionale o aziendale diventa obbligatoria per normativa settoriale, oltre che fortemente consigliata.

Per il titolare, invece, la situazione cambia. 

La polizza personale contro gli infortuni non è obbligatoria, ma in assenza di tale copertura, in caso di incidente sul lavoro, il titolare non avrebbe diritto ad alcun indennizzo da parte dell’INAIL.

Il discorso è simile per le coperture su beni strumentali e locali: per attività come bar, negozi o laboratori, le assicurazioni contro furti, incendi e danni da eventi atmosferici non sono imposte per legge.

Rappresentano però una protezione che può significare ripartire dopo un danno o chiudere.

Per saperne di più sulle coperture per attività locali, guarda la testimonianza di Francesco Novello. 

4. La polizza catastrofale CAT-NAT: il nuovo obbligo per le imprese

Da giugno 2025, per le grandi aziende, è obbligatoria l’assicurazione contro i danni da eventi catastrofali per tutte le imprese iscritte al registro.

Le PMI hanno dovuto adeguarsi, invece, da dicembre 2025.

La copertura riguarda specificamente terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. I beni da assicurare includono: 

  • terreni;
  • fabbricati;
  • impianti;
  • macchinari e attrezzature industriali e commerciali.

Le imprese agricole sono escluse dall’obbligo perché già coperte da un fondo mutualistico nazionale. Restano fuori anche gli immobili con abusi edilizi o difformità urbanistiche, che non possono essere assicurati.

Il costo della polizza dipende dalla zona geografica, dal valore dei beni e dai massimali scelti. La franchigia non può superare il 15% del danno.

Chi non si adegua rischia sanzioni amministrative, responsabilità personale come amministratore e difficoltà nell’accesso al credito bancario. Le banche, infatti, stanno già inserendo la presenza di coperture catastrofali tra i parametri di valutazione dei clienti.

Se vuoi approfondire leggi Polizza CAT-NAT: Non solo protezione, ma un obbligo per la compliance e la responsabilità degli amministratori.

È quindi sufficiente rispettare gli obblighi? No, non proprio.

5. Rispettare gli obblighi assicurativi non significa essere veramente protetti

Essere “in regola” non significa essere efficienti.

È una distinzione che vale anche in campo di gestione del rischio, e molti imprenditori scoprono solo dopo un sinistro.

Il problema sta nei “dettagli” delle polizze, che non sono dettagli: 

  • sottolimiti nascosti nelle clausole;
  • massimali insufficienti rispetto al valore reale dei beni;
  • esclusioni dalle polizze che lasciano scoperti proprio i rischi più probabili.

Una polizza può esistere, essere pagata ogni anno, e risultare comunque inadeguata nel momento in cui serve davvero.

Succede più spesso di quanto si pensi: succede nei contratti stipulati anni prima e mai aggiornati.
Succede per i massimali erroneamente calibrati su fatturati, che nel frattempo sono cresciuti.
Succede nelle coperture catastrofali, con sottolimiti per terremoto o alluvione che riducono il risarcimento a una frazione del danno. Danno che andrebbe calcolato prima, da un gestore del rischio. 

Alberto Orlacchio, imprenditore di Benevento, lo ha vissuto sulla sua pelle. Nell’alluvione del 2015 la sua azienda è stata l’unica della zona industriale a subire danni: eppure stato risarcito solo al 30%.

L’evento ha messo a rischio i sacrifici di una vita. Dalla sua Diagnosi dei Rischi è emerso che i suoi immobili non erano assicurati per danni catastrofali da terremoto, nonostante l’esperienza dell’alluvione.
E i massimali per incendio e scoppio erano sottostimati di circa 50.000 euro rispetto al valore reale.

Se vuoi leggere la storia completa, leggi Come abbiamo protetto un imprenditore da polizze “doppioni”, con massimali non adeguati e che non avrebbero MAI pagato in caso di sinistro.

Il punto è che questi “buchi” nelle coperture non emergono finché non succede qualcosa.

E a quel punto è tardi.

6. Come verificare se la tua azienda è davvero coperta

Essere in regola con gli obblighi è semplice: basta avere le polizze richieste per legge!

Verificare di essere protetti è un altro discorso.

Significa analizzare nel dettaglio cosa coprono effettivamente quelle polizze, con quali massimali, con quali esclusioni e sottolimiti.
Ma, soprattutto, bisogna confrontare quei numeri con il valore reale dei beni aziendali, con il fatturato attuale, con i rischi specifici dell’attività e della zona geografica.

È quello che facciamo con la Diagnosi dei Rischi: un’analisi che parte dai dati di bilancio, dalle polizze esistenti e dalla situazione patrimoniale per restituire una fotografia chiara di cosa è coperto, cosa manca e dove i massimali non sono adeguati.

Vendere nuove polizze non è il nostro lavoro.

Si tratta di capire, prima che succeda qualcosa, se quelle che hai possono funzionare, oppure no.

Se vuoi verificare la tua situazione, compila il form qui sotto.