Come capire se le protezioni che hai sottoscritto sono costruite su misura o sono inefficaci
Hai mai guardato davvero dentro le tue polizze?
I 7 controlli che vedremo hanno un risvolto molto pratico, non tecnico: capire se i premi che paghi copriranno effettivamente ciò che ti aspetti, in caso di sinistro.
Questo è legato a doppio filo al fatto che le polizze rispecchino la tua situazione familiare, lavorativa e patrimoniale.
Se un consulente ti ha accompagnato in una scelta ragionata, ha usato uno strumento detto Questionario di adeguatezza: è un obbligo normativo, pensato per mettere al centro i tuoi interessi.
Più spesso, finisce tra le carte da firmare, come se fosse una formalità: quando questo accade, le protezioni che paghi rischiano di non essere costruite su misura. Per cui, risultano inefficaci.
In questo articolo vedrai 7 punti concreti per verificare i temi più trascurati nell polizze più frequenti, quelle che la maggior parte di imprenditori e professionisti ha attive:
- invalidità
- morte
- eredi
- malattia
- fabbricato e attrezzature
- danni indiretti
- RC auto
Non parleremo di iper-specifiche per aziende che applicano il risk management a livelli avanzati, né pretendiamo di essere esaustivi.
Ma già partire da qui è un’ottimo modo di capire se hai ricevuto consulenza o una semplice vendita.
Indice
- Invalidità: copertura per infortunio e malattia
- Massimali morte e invalidità: calcolo sul reddito effettivo mancante
- Beneficiari: indicazione precisa o eredi legittimi
- Polizze malattia: visite mediche preventive
- Fabbricato e contenuto: massimali con stima corretta
- Danni indiretti: copertura sul margine di contribuzione
- RC Auto: clausole di rivalsa
1. Invalidità: copertura per infortunio e malattia
Molte polizze che coprono l’invalidità lo fanno solo in caso di infortunio, non se l’invalidità arriva da una malattia.
Problema: oltre il 50% delle persone con una polizza infortuni crede che questa copra anche l’invalidità da malattia: in realtà spesso garantisce protezione solo per lesioni da causa violenta esterna. Se una malattia grave impedisse di lavorare, la protezione non si attiverebbe.
Se un professionista o imprenditore deve fermarsi per un problema cardiaco, si troverà nella stessa condizione in cui avesse subito un grave incidente.
Reddito ridotto (o azzerato), spese aumentate, famiglia che deve riorganizzarsi. Ma la polizza interviene solo nel secondo caso.
La distinzione è sempre chiara al momento della sottoscrizione? No.
Capita spesso che una polizza infortuni venga presentata come “protezione totale”, senza specificare quanto sopra.
Come verificare: apri il contratto e controlla le condizioni generali alla voce “invalidità permanente”.
Se trovi solo riferimenti a infortunio, incidenti o lesioni da causa violenta esterna, la copertura esclude le malattie. Se leggi anche riferimenti a malattia o infermità, la protezione funziona in entrambi i casi.
2. Massimali morte e invalidità: calcolo sul reddito effettivo mancante
Una polizza morte o invalidità serve a sostituire il reddito che verrebbe a mancare.
Sembra ovvio, eppure molti massimali vengono proposti con importi standard senza calcolare quanto mancherebbe davvero.
Ad esempio: un professionista con reddito annuo di 80.000 euro sottoscrive una polizza caso morte da 200.000 euro.
Sembra un importo significativo, ma se ha versato contributi per 20 anni all’INPS o alla sua cassa professionale, i familiari riceverebbero una pensione di reversibilità. Mettiamo che sia di 30.000 euro all’anno.
Il reddito che manca davvero è 50.000 euro all’anno (80.000 meno i 30.000 della pensione). Su 20 anni fino alla pensione sono 1.000.000 di euro. La polizza da 200.000 euro copre quindi solo un quinto del reddito mancante effettivo.
Questo calcolo viene fatto raramente. Più spesso viene proposto un importo “psicologicamente significativo” oppure un multiplo del reddito (3x, 5x) senza considerare cosa lo Stato o la cassa professionale erogherebbero effettivamente.
Come verificare: prendi il tuo ultimo estratto contributivo dalla cassa o dall’INPS. Verifica quanto riceveresti in caso di invalidità totale o quanto riceverebbero i tuoi familiari in caso di morte. Poi calcola la differenza rispetto al tuo reddito attuale. Quella differenza è il massimale che dovrebbe avere la tua polizza.
Una volta chiari i massimali corretti, il passo successivo è capire a chi andrebbero effettivamente quei soldi.
3. Beneficiari: indicazione precisa o eredi legittimi
In molte polizze alla voce beneficiario compare la dicitura “eredi legittimi” oppure “eredi legittimi e testamentari”.
Sembra una scelta prudente che copre tutte le evenienze, ma può generare complicazioni enormi. Due, per lo più.
Quando il beneficiario è indicato genericamente come “eredi legittimi”, la liquidazione segue le regole della successione ereditaria. Questo significa che se ci sono figli minorenni, le somme finiscono sotto la tutela del giudice tutelare. In sostanza, i soldi non possono essere utilizzati liberamente dalla famiglia fino alla maggiore età.
Un imprenditore con moglie e una figlia di 12 anni ha una polizza caso morte da 250.000 euro con beneficiari “eredi legittimi”.
Metà della somma spetta alla figlia minorenne, quindi la moglie non può accedervi per pagare le spese universitarie future, per ristrutturare casa o per qualsiasi esigenza familiare. Deve chiedere autorizzazione al giudice tutelare per ogni utilizzo, dimostrando che è nell’interesse della minore.
Poi si pone la questione della divisione: gli “eredi legittimi” sono sempre tutti i figli.
Poniamo il caso di imprenditore con due figli: uno ha sempre lavorato in azienda, l’altro ha seguito una strada diversa. La liquidazione viene divisa automaticamente a metà, anche se le sue intenzioni erano diverse.
Indicare i beneficiari per nome e cognome con la quota specifica per ciascuno elimina queste incertezze. La compagnia liquida direttamente alle persone indicate, senza passaggi dal notaio o autorizzazioni del tribunale, e le tempistiche si riducono di molto.
Come verificare: apri la polizza e cerca la sezione beneficiari.
Se ci sono formule generiche come “eredi legittimi”, “eredi testamentari”, “aventi diritto”, modifica l’indicazione inserendo nomi, cognomi e quote precise. Basta una semplice comunicazione scritta alla compagnia.
Chiariti i massimali e i beneficiari, rimane da capire se le modalità di sottoscrizione garantiscono liquidazioni veloci.
4. Polizze malattia: visite mediche preventive
Per una polizza che copre malattie gravi o invalidità da malattia la compagnia chiede di compilare un questionario sullo stato di salute.
Si dichiarano patologie pregresse, assunzione di farmaci, interventi chirurgici eccetera. Si firma, e la polizza parte.
In liquidazione di solito emergono problemi: la compagnia
- raccoglie tutta la tua documentazione sanitaria degli ultimi anni;
- verifica le cartelle cliniche;
- controlla i referti.
Se – anche solo per dimenticanza o perché non era rilevante – emerge che al momento della sottoscrizione c’era una patologia non dichiarata, la compagnia può contestare la validità del contratto. E lo farà.
Questo processo richiede tempo: bisogna fornire documenti, rispondere a richieste di chiarimenti, aspettare perizie mediche. Nel frattempo le spese mediche corrono e il risarcimento tarda.
Le visite mediche preventive cambiano completamente questo scenario.
Quando sottoscrivi la polizza, la compagnia ti fa fare analisi del sangue, elettrocardiogramma, visita specialistica. Un medico accreditato redige un referto dettagliato sul tuo stato di salute al momento della firma. Quel referto diventa parte integrante del contratto.
In caso di bisogno la compagnia ha già tutti i dati sanitari certificati, e non deve ricostruire la storia clinica. Il processo di liquidazione procede velocemente perché i documenti esistono già, prima del sinistro.
Come verificare: controlla se al momento della sottoscrizione hai effettuato visite mediche presso strutture indicate dalla compagnia. Se hai solo compilato un questionario cartaceo senza accertamenti, la tua polizza funziona su dichiarazioni non verificate.
E in caso di sinistro la fase istruttoria sarà lunga.
5. Fabbricato e contenuto: massimali con stima corretta
Molte polizze su immobili aziendali o abitazioni hanno massimali inseriti “a spanne”.
Si prende il valore di acquisto dell’immobile, si aggiunge una percentuale per il contenuto e si arrotonda. Oppure si parte dal valore catastale moltiplicato per un coefficiente standard.
Questi metodi non fotografano il valore reale di ricostruzione.
Un capannone acquistato 15 anni fa a 300.000 euro potrebbe costare oggi 500.000 euro per essere ricostruito con gli stessi materiali e caratteristiche. Oppure il contrario: un immobile pagato 400.000 euro in una zona che si è deprezzata potrebbe valerne oggi 280.000.
Se i massimali sono sottostimati, in caso di danno totale il risarcimento sarà insufficiente: i premi versati per anni coprono solo una parte del danno reale.
Se invece sono sovrastimati, il premio è più alto di quanto necessario su un valore fittizio che la compagnia non liquiderebbe mai per intero.
Tieni in considerazione che le polizze incendio e scoppio hanno clausole di proporzionale: se assicuri un bene per un valore inferiore a quello reale, anche i danni parziali vengono liquidati in proporzione.
Un immobile che vale 500.000 euro assicurato per 300.000 è coperto al 60%. Un danno da 100.000 euro viene liquidato per 60.000 euro, anche se il massimale sarebbe sufficiente!
La stima preventiva da parte di un tecnico abilitato risolve entrambi i problemi.
Un geometra, un architetto o un perito industriale valuta il costo di ricostruzione a nuovo dell’immobile, considera le caratteristiche specifiche, tiene conto dei prezzi aggiornati dei materiali. Per il contenuto fa un inventario dettagliato di macchinari, attrezzature, arredi, scorte.
Quella stima diventa la base per calcolare i massimali corretti. Il premio è corretto per la protezione effettiva e in caso di sinistro la compagnia non può contestare il valore assicurato perché è stato certificato da un professionista prima del danno.
Come verificare: controlla se i massimali della tua polizza fabbricato derivano da una perizia tecnica oppure sono stati inseriti “a sentimento”. Se manca una stima professionale, i valori potrebbero essere lontani dalla realtà.
Oltre ai danni diretti ai beni, esistono conseguenze economiche che molte polizze non considerano.
6. Danni indiretti: copertura sul margine di contribuzione
I problemi economici più gravi spesso arrivano dopo un sinistro.
I danni da incendio o alluvione bloccano o ritardano la produzione, e il danno diretto è quello ai beni fisici: macchinari, merce e strutture. La polizza incendio o eventi atmosferici copre questi danni.
Ma un’azienda “ferma” continua a generare costi:
- gli stipendi vanno pagati;
- i fornitori con avevano contratti anche;
- i clienti che subiscono ritardi possono rivolgersi alla concorrenza.
Questi sono i danni indiretti e nella maggior parte dei casi pesano più dei danni diretti. Un macchinario bruciato costa 50.000 euro e viene sostituito. Ma se quel macchinario produceva componenti per un cliente che fatturava 300.000 euro all’anno e quel cliente cambia fornitore, la perdita reale è molto più alta.
Il margine di contribuzione è ciò che resta dopo aver tolto dal fatturato i costi diretti di produzione, e la cifra serve a coprire i costi fissi e a generare utile.
Se l’attività si ferma, una polizza che copre i danni indiretti sul margine di contribuzione calcola quanto margine l’azienda avrebbe generato nei mesi di fermo e lo liquida come risarcimento.
Questo permette di pagare gli stipendi, mantenere i contratti attivi, coprire le spese correnti mentre si ricostruisce.
Come verificare: apri la polizza aziendale e cerca la sezione “perdita di profitto” oppure “perdita di esercizio” o “business interruption”. Se questa garanzia manca o ha massimali molto bassi rispetto al fatturato annuo, l’azienda è protetta, in pratica, solo contro i danni materiali.
7. RC Auto: clausole di rivalsa
La RC Auto è obbligatoria per legge e copre i danni provocati a terzi quando si è alla guida: in caso di incidente, la compagnia paga i danni alle altre persone coinvolte.
Eppure esiste una clausola che ribalta completamente questa protezione: il diritto di rivalsa.
La compagnia paga immediatamente i danni alle vittime, come prevede la legge, ma poi si rivolge all’assicurato per recuperare quanto ha sborsato.
Le situazioni in cui scatta la rivalsa sono più frequenti di quanto si pensi:
- un tasso alcolemico sopra il limite, anche di poco;
- una revisione scaduta da qualche mese;
- un trasporto di merce non conforme alla carta di circolazione.
Sono tutte violazioni del codice della strada che fanno scattare automaticamente il diritto di rivalsa dell’assicurazione.
Senza entrare in esempi, visto che la situazione è piuttosto chiara, basti pensare che il Codice Civile stabilisce che in questi casi l’assicurato risponde con tutti i tuoi beni presenti e futuri.
Casa, risparmi, investimenti, quote societarie. Tutto può essere aggredito per soddisfare il credito che vanta la compagnia.
Molte polizze RC Auto prevedono garanzie accessorie che limitano o eliminano il diritto di rivalsa per alcune casistiche. Coprono la guida con patente scaduta, la revisione non aggiornata, alcune violazioni amministrative.
Ma queste garanzie vanno richieste esplicitamente e hanno un costo aggiuntivo.
Come verificare: apri le condizioni di polizza e cerca la sezione “diritto di rivalsa” oppure “casi di esclusione”. Verifica in quali situazioni la compagnia può rivalersi su di te. Poi controlla se hai sottoscritto garanzie accessorie che limitano questo diritto.
Se le clausole di rivalsa sono ampie e non hai coperture aggiuntive, una violazione apparentemente banale può mettere a rischio il patrimonio di una vita.
Controllare questi sette punti permette di capire in modo rapido se le protezioni attive funzionano davvero o se hanno lacune importanti, ma non sostituiscono una Diagnosi dei Rischi completa, che considera la situazione patrimoniale, familiare e reddituale nel suo insieme.
La differenza tra una polizza adeguata e una standard sta nei “dettagli” che hai appena finito di leggere: al momento della sottoscrizione sembrano secondari, ma che fanno tutta la differenza quando serve davvero la protezione.
Se questi sette punti ti hanno fatto emergere dubbi sulle tue coperture attuali e vuoi maggiori delucidazioni, compila il form qui sotto e ti richiameremo velocemente.