La polizza CAT-NAT contro i rischi catastrofali diventa un obbligo che, per una volta, non è solo una scocciatura burocratica.
La Legge di Bilancio 2024 l’ha introdotta per proteggere le aziende da eventi come terremoti, alluvioni e frane, sempre più frequenti.
Abbiamo atteso fino all’ultimo per pubblicare l’articolo, perché l’entrata in vigore è stata rinviata dopo vari balletti e rimbalzi tragicomici a fine 2025. Vale per le PMI, praticamente per tutti. Solo le grandi aziende dovranno ottemperare all’obbligo entro giugno 2025.
La cosa positiva è che dotarsi di polizze in tema può migliorare il tuo rating bancario (comodo quando accedi a prestiti), facilitare lo stesso accesso al credito, oltre a proteggere il tuo patrimonio personale da eventuali responsabilità.
In questo articolo vedremo:
Indice dei contenuti
Entriamo nei dettagli.
Tutte le aziende con sede legale in Italia o con una stabile organizzazione nel Paese che sono iscritte nel registro delle imprese dovranno adeguarsi.
Non importa la dimensione (se non sei una grande azienda).
L’obbligo vale sia per le imprese industriali che per quelle commerciali e del settore servizi.
Ci sono alcune categorie che possono “stare tranquille”:
Le coperture riguardano specificamente alcuni eventi catastrofali naturali:
E quali beni devi assicurare? Praticamente tutto ciò che costituisce la “parte fisica” della tua azienda:
Come già detto, l’obbligo ha vissuto una serie di rinvii davvero notevoli.
Inizialmente previsto per il 31 marzo 2025, poi spostato al 31 ottobre 2025, è stato ora definitivamente rinviato al 1° gennaio 2025 per tutte le PMI.
Le scadenze sono differenziate, ma il termine ultimo resta per tutti quello di gennaio 2026.
Solo le grandi aziende dovranno mettersi in regola entro giugno 2025.
Se non stessimo parlando di protezione da eventi potenzialmente catastrofici, il “tira e molla” sarebbe stato quasi comico.
Comunque sia, hai più tempo per organizzarti!
Non c’è una risposta standard, perché il costo della polizza dipenderà da diversi fattori:
Un consiglio? Non affidarti al primo preventivo che trovi.
Meglio fare un po’ di comparazioni, ma non prima di aver valutato bene quali sono i rischi reali a cui è esposta la tua azienda.
Ne sa qualcosa chi aveva sottovalutato i rischi prima dell’alluvione in Emilia Romagna nel 2023, con danni per oltre 8,8 miliardi di euro.
Dal nostro punto di vista non sottoscrivere una protezione quando sarà obbligatoria non è un’opzione intelligente.
Non solo per la scopertura in tempi di cambiamenti climatici, ma anche perché:
Insomma, il gioco non vale la candela.
Il nostro Bel Paese non è esattamente il posto più sicuro del mondo.
Siamo seduti su una specie di “parco divertimenti geologico” che ogni tanto ci ricorda la situazione.
Pensa a questo:
Insomma, questi dati “non riguardano gli altri”, dai un’occhiata ai dati del tuo comune.
Potresti scoprire che la tua azienda si trova in una zona più a rischio di quanto pensi.
I dati parlano chiaro: negli ultimi anni gli eventi estremi sono aumentati in frequenza e intensità.
Lo dicono gli scienziati, la cronaca, e purtroppo anche i bilanci delle aziende colpite.
Solo nell’alluvione dell’Emilia Romagna del 2023, oltre 14.000 aziende hanno subito danni diretti. Di queste, erano assicurate in modo adeguato meno del 5%.
Il resto ha dovuto fare affidamento su aiuti statali o mettere mano al portafoglio. O peggio.
Quello che molti imprenditori sottovalutano è che il danno diretto (tipo, l’acqua che entra nel capannone e rovina muri e macchinari) è solo la punta dell’iceberg.
I danni indiretti possono avere un impatto ben maggiore:
In pratica, un evento catastrofico può innescare un effetto domino.
C’è una cosa che accomuna molti imprenditori di successo: l’ottimismo.
È una qualità fondamentale di chi fa impresa, ma non quando si parla di gestione del rischio.
“A me non succederà” spesso viene seguito da “Non pensavo potesse succedere a me”.
La polizza CAT-NAT non è solo uno strumento per coprire eventuali danni materiali, ma un modo per proteggere tutto ciò che hai costruito con anni di lavoro, sacrifici e dedizione.
Molto più frequente di un terremoto è il tuo rapporto con le banche.
Tra i fattori che valuteranno sempre più spesso c’è anche come gestisci i rischi aziendali, inclusi quelli catastrofali.
Le banche vogliono essere ragionevolmente sicure che tu possa restituire quello che ti prestano, con tutti gli interessi.
Per questo motivo, il tuo “credit score” o rating bancario è fondamentale.
Dal punto di vista bancario, un’azienda con polizze CAT-NAT, è un’azienda che:
Questo si traduce in vantaggi concreti:
Maggiore facilità di accesso al credito: la banca sarà più propensa a concederti prestiti.
Valutazioni più favorevoli nei rating ESG: sempre più importanti per le relazioni bancarie.
Minori garanzie richieste: in alcuni casi, le banche potrebbero richiedere meno garanzie personali.
Diversi istituti di credito hanno già iniziato a inserire la presenza di coperture assicurative contro rischi catastrofali tra i parametri di valutazione dei clienti.
E con l’entrata in vigore dell’obbligo, questo aspetto diventerà ancora più rilevante.
In alcuni casi specifici, le banche non si limitano a “preferire” i clienti assicurati, ma rendono la polizza un requisito obbligatorio:
Se invece sei già in regola con un obbligo di legge, le cose cambiano.
Come dicevano i latini, utile dulci miscere: mescolare l’utile al dilettevole.
Ora parliamo di come la polizza “CAT-NAT” può aiutare a proteggere il patrimonio personale dell’imprenditore dalle responsabilità che derivano dal tuo ruolo di amministratore.
Se sei amministratore di una società, dal 2022 le tue responsabilità si sono notevolmente ampliate.
La parte più rilevante del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, modificato dal D.Lgs. 83/2022) è:
“L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale”
In poche parole: sei obbligato a dotare la tua azienda di strutture organizzative adeguate a prevenire e rilevare tempestivamente situazioni di crisi.
È chiaro che una polizza CAT-NAT È un “adeguato assetto” per antonomasia.
Ci sono già stati numerosi casi in cui amministratori di aziende sono stati ritenuti personalmente responsabili per non aver adottato adeguate misure di protezione dai rischi.
Ad esempio, la Corte di Cassazione ha stabilito che:
“L’amministratore è tenuto ad adottare le misure necessarie a preservare l’integrità del patrimonio sociale, incluse adeguate coperture assicurative contro rischi prevedibili*“ (Cass. Civ. n. 24275/2020)
*Possiamo dire senza smentite che oramai gli eventi meteo estremi sono più che prevedibili.
Ecco, con l’introduzione dell’obbligo di polizza CAT-NAT, questa responsabilità dei CEO diventa ancora più esplicita e difficile da contestare.
Sottoscrivere una polizza CAT-NAT adeguata, quindi, non è solo un modo per proteggere l’azienda.
Ma:
È un po’ come quando allacci la cintura di sicurezza in auto: speri di non averne mai bisogno, ma se succede qualcosa, sei contento di averla messa.
Arrivati a questo punto, spero ti sia convinto che la polizza CAT-NAT non è solo un obbligo da rispettare controvoglia, ma un’opportunità per proteggere la tua azienda, migliorare il tuo rating bancario e mettere al sicuro il tuo patrimonio personale.
Ma come si fa a scegliere la “polizza giusta”?
Prima di tutto, è fondamentale capire a quali rischi specifici è esposta la tua azienda. Questo dipende da diversi fattori:
In poche parole, il professionista che ti segue non può limitarsi a una valutazione superficiale.
Uno degli errori più comuni è sottostimare (o sovrastimare) il valore dei beni da assicurare. Ricorda che la polizza deve coprire:
Per i fabbricati, considera il valore di ricostruzione a nuovo, non il valore di mercato. Per macchinari e attrezzature, valuta il costo di sostituzione.
Se hai dubbi, fai fare una perizia professionale: meglio spendere qualche centinaio di euro per una valutazione accurata piuttosto che rischiare di essere sotto assicurato in caso di sinistro.
I massimali dovrebbero essere calibrati sul valore effettivo dei beni e sul rischio specifico della tua azienda.
Alcuni suggerimenti:
Un metodo pratico?
Ipotizza il worst-case scenario e usalo come riferimento.
Non “chiedere preventivi”.
Non guardare solo al prezzo del premio. Chiedi al tuo consulente di parlare con te di:
Un consulente sulla gestione dei rischi assicurativo dovrebbe essere in grado di spiegarti tutto in modo trasparente.
Tutto ciò, partendo dalla tua situazione, non dalle polizze che deve vendere per raggiungere i premi della mandante.
La scelta della polizza CAT-NAT non è banale, affidati a un consulente assicurativo specializzato in rischi aziendali, che possa:
L’investimento di tempo è minimo rispetto ai potenziali benefici in termini di protezione e risparmio sui premi.
Ricorda: la polizza CAT-NAT non è solo una questione di compliance legislativa, ma un tassello fondamentale della tua strategia di gestione del rischio aziendale e di protezione del tuo patrimonio personale.
Spero che ora tu abbia una visione più chiara di cosa comporta l’obbligo Cat-NAT e, soprattutto, dei vantaggi che può portare alla tua azienda e a te personalmente.
La polizza CAT-NAT non elimina i rischi (nulla può farlo) ma ti dà gli strumenti per affrontarli e superarli.
È qui che entriamo in gioco.
Imprenditore Corazzato fa solo consulenza personalizzata, possiamo aiutarti a:
Lo facciamo partendo da un’analisi scientifica, la Diagnosi dei Rischi.
Un documento di oltre 20 pagine che ti offre una panoramica completa della tua situazione e ti suggerisce le soluzioni più efficaci.
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A presto,
Michael Vendemini
Imprenditore Corazzato
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